La nuova disciplina concede maggiore elasticità a chi salta una rata, ma non riduce gli importi da versare: ogni pagamento viene imputato progressivamente e l’ultima rata resta decisiva
Si avvicina un nuovo appuntamento per i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies.
Entro il 30 settembre 2026 è previsto il pagamento della seconda rata del piano di definizione agevolata. Una scadenza importante soprattutto perché consente di comprendere concretamente il funzionamento delle nuove regole sulla decadenza.
Rispetto alle precedenti definizioni agevolate, infatti, il mancato pagamento di una singola rata non determina automaticamente la perdita dei benefici.
Questo, però, non significa che una rata possa essere definitivamente saltata.
Una rata non pagata non scompare
La principale novità riguarda proprio il meccanismo di decadenza.
Chi non ha effettuato il pagamento della rata in scadenza lo scorso 31 luglio non risulta automaticamente decaduto dalla Rottamazione-quinquies.
La nuova disciplina prevede infatti una maggiore tolleranza rispetto al passato, collegando la decadenza al mancato pagamento di due rate.
È però fondamentale comprendere bene la portata di questa possibilità.
La maggiore elasticità riguarda i tempi del pagamento, non l’importo complessivamente dovuto.
Il contribuente, per completare correttamente la definizione agevolata, dovrà comunque versare tutte le somme indicate nella comunicazione delle somme dovute trasmessa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
I pagamenti seguono un ordine progressivo
Un altro aspetto fondamentale è rappresentato dal criterio con il quale vengono imputati i versamenti.
Le rate della Rottamazione-quinquies vengono considerate in ordine progressivo.
In termini semplici, se il contribuente non ha pagato la rata di luglio e procede a un versamento entro il 30 settembre, quel pagamento non viene considerato automaticamente come seconda rata: andrà innanzitutto a coprire la rata precedente rimasta insoluta.
Di conseguenza, chi non ha versato la prima rata del 31 luglio e paga una sola rata entro il 30 settembre continuerà ad avere una rata arretrata.
È quindi sbagliato interpretare la nuova disciplina come la possibilità di “saltare” definitivamente una rata.
Cosa succede a chi non ha pagato il 31 luglio?
La distinzione è importante.
Chi ha regolarmente pagato la prima rata del 31 luglio si trova ora davanti alla scadenza ordinaria della seconda rata del 30 settembre 2026.
Chi, invece, non ha pagato la rata del 31 luglio non è necessariamente decaduto, ma il pagamento effettuato entro il 30 settembre sarà imputato alla prima rata rimasta insoluta.
La maggiore tolleranza prevista dalla nuova Rottamazione offre quindi un margine temporale per recuperare un ritardo, ma non cancella il debito relativo alla rata non pagata.
L’ultima rata è decisiva
Particolare attenzione deve essere prestata alla conclusione del piano.
Secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il mancato pagamento dell’ultima rata determina la decadenza dalla definizione agevolata, ferma restando l’applicazione del termine di tolleranza di cinque giorni.
Il meccanismo dell’imputazione progressiva rende questo aspetto ancora più importante.
Supponiamo, ad esempio, che un piano sia composto da tre rate e che il contribuente paghi la prima e la terza, lasciando insoluta la seconda.
Il pagamento effettuato in occasione della terza scadenza viene imputato alla seconda rata rimasta insoluta. Di conseguenza, alla conclusione del piano risulterà non pagata proprio la terza e ultima rata, con conseguente decadenza dalla definizione agevolata.
Il principio è quindi semplice:
la tolleranza consente di recuperare un ritardo, ma alla fine del piano tutte le somme dovute devono risultare integralmente versate.
Il termine di tolleranza dei cinque giorni
- Pagamento in un’unica soluzione.
In sintesi, per le rate intermedie non hai i 5 giorni di tolleranza per pagare “in ritardo” la singola scadenza, ma hai a disposizione un “paracadute” più ampio: la decadenza non scatta al primo errore, ma solo al mancato pagamento di due rate complessive del piano.
Cosa controllare prima del 30 settembre
In vista della prossima scadenza, è opportuno verificare con attenzione la propria posizione.
In particolare, occorre controllare se la rata del 31 luglio sia stata effettivamente pagata e correttamente acquisita, quale sia l’importo previsto per il 30 settembre e se vi siano eventuali rate rimaste insolute.
La nuova disciplina è certamente più flessibile, ma proprio il sistema di imputazione progressiva dei versamenti rende necessario monitorare l’intero piano e non soltanto la singola scadenza.
Più tolleranza, ma nessuno “sconto” sulle rate
La Rottamazione-quinquies introduce quindi una differenza sostanziale rispetto ai meccanismi più rigidi delle precedenti definizioni.
Il mancato rispetto di un singolo appuntamento non comporta necessariamente l’immediata perdita dell’agevolazione.
Ma questa maggiore elasticità non deve essere confusa con la possibilità di pagare meno.
Tutte le rate restano dovute.
Il beneficio consiste esclusivamente nella possibilità, entro i limiti previsti dalla legge, di recuperare un ritardo senza perdere immediatamente gli effetti della definizione agevolata.
Studio Commerciale MdM
In vista della scadenza del 30 settembre 2026, lo Studio invita i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies a verificare per tempo lo stato dei pagamenti.
Una particolare attenzione è consigliata a chi non ha versato la rata del 31 luglio, perché il prossimo pagamento sarà imputato progressivamente alla rata rimasta insoluta.
Lo Studio Commerciale MdM è a disposizione per la verifica dei piani di Rottamazione-quinquies, delle rate già corrisposte e delle prossime scadenze, al fine di evitare errori che possano compromettere i benefici della definizione agevolata.
A cura di
Claudia di MAURO

