L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno recentemente diffuso un comunicato con il quale smentiscono l’esistenza di un “boom” di cartelle esattoriali, avvisi bonari e lettere di compliance nel mese di luglio 2026.
Secondo i dati ufficiali, gli invii sarebbero addirittura diminuiti rispetto allo scorso anno e non vi sarebbe alcuna concentrazione anomala di notifiche prima della pausa estiva.
I numeri, probabilmente, sono corretti.
La percezione di chi ogni giorno assiste imprese, professionisti e cittadini è però profondamente diversa.
Ed è proprio questa differenza tra statistica e realtà operativa che merita una riflessione.
I dati dell’Agenzia delle Entrate
Nel comunicato del 17 luglio 2026 l’Amministrazione finanziaria evidenzia che:
- le lettere di compliance inviate a luglio rappresentano circa il 9% del totale annuale;
- le comunicazioni di irregolarità sono diminuite di oltre il 40% rispetto al luglio 2025;
- le cartelle esattoriali prodotte dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel primo semestre risultano inferiori del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- durante il mese di agosto saranno sospese le notifiche delle cartelle, salvo gli atti urgenti e indifferibili.
Sotto il profilo statistico, quindi, l’Agenzia afferma che non esiste alcun “effetto imbuto” prima della pausa estiva.
La realtà che viviamo negli Studi professionali
Come Studio Commerciale, tuttavia, la percezione quotidiana è ben diversa.
Non tanto perché arrivino milioni di cartelle in più, ma perché luglio rappresenta già, di per sé, uno dei mesi più complessi dell’intero calendario fiscale.
Ogni nuova comunicazione dell’Amministrazione finanziaria si inserisce infatti in un periodo già caratterizzato da una concentrazione eccezionale di adempimenti.
Il risultato è un inevitabile sovraccarico di lavoro per gli Studi professionali e una forte pressione economica e organizzativa per imprese, professionisti e contribuenti.
Un calendario che continua ad essere estremamente pesante
Anche nel 2026 il periodo che precede le ferie estive è caratterizzato da una lunga serie di scadenze.
Tra queste ricordiamo:
- versamento del saldo delle imposte;
- primo acconto delle imposte;
- adempimenti IVA;
- contributi previdenziali;
- dichiarazioni fiscali;
- scadenze relative alla Rottamazione-quinquies;
- numerosi adempimenti collegati alle partite IVA.
A tutto questo si aggiunge la tradizionale scadenza del 20 agosto, che, pur rappresentando uno slittamento di alcuni adempimenti, di fatto concentra ulteriormente gli impegni immediatamente dopo la pausa di Ferragosto.
La sensazione, condivisa da molti professionisti, è quella di non avere una vera interruzione del lavoro, ma semplicemente di spostare parte delle attività di poche settimane.
Cartelle e avvisi continuano comunque ad arrivare
È vero che i dati complessivi potrebbero evidenziare una riduzione percentuale degli invii.
Ma nella pratica quotidiana cartelle esattoriali, avvisi bonari, lettere di compliance e comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate continuano ad arrivare con regolarità anche durante tutto il mese di luglio.
Ogni singolo atto ricevuto richiede:
- analisi della posizione del contribuente;
- verifica della correttezza dei dati;
- confronto con il cliente;
- eventuali richieste di documentazione;
- valutazione della strategia difensiva o delle modalità di pagamento.
Sono attività che si aggiungono ad un calendario già saturo di adempimenti ordinari.
Le tutele previste dalla normativa
Va comunque ricordato che il legislatore ha introdotto alcune importanti misure di tutela.
In particolare:
- i termini degli avvisi bonari sono oggi pari a 60 giorni, anziché 30;
- dal 1° agosto al 4 settembre opera la sospensione dei termini per gli avvisi bonari;
- durante il mese di agosto è prevista la sospensione delle notifiche delle cartelle, salvo casi urgenti;
- restano sospesi anche numerosi termini processuali relativi al contenzioso tributario.
Si tratta certamente di strumenti utili che contribuiscono ad attenuare la pressione sugli adempimenti.
Il problema non sono solo le cartelle
Il punto, però, non è stabilire se le cartelle siano aumentate o diminuite.
Il vero problema è rappresentato dall’effetto cumulativo.
Anche un numero inferiore di notifiche, infatti, produce un impatto significativo quando si inserisce in un periodo già caratterizzato da:
- scadenze fiscali;
- versamenti;
- dichiarazioni;
- consulenze ai clienti;
- pianificazione finanziaria delle imprese.
È questo insieme di attività a determinare quella che, nella pratica professionale, viene percepita come una vera e propria “compressione” del calendario fiscale.
Serve una diversa distribuzione degli adempimenti
Da anni Ordini professionali e associazioni di categoria chiedono una revisione del calendario tributario.
Una distribuzione più equilibrata delle scadenze nell’arco dell’anno consentirebbe di:
- migliorare la qualità del lavoro dei professionisti;
- ridurre il rischio di errori;
- consentire ai contribuenti una migliore programmazione finanziaria;
- evitare che il periodo estivo diventi ogni anno una corsa contro il tempo.
La posizione dello Studio
Pur prendendo atto dei dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, la nostra esperienza quotidiana ci porta a confermare che il periodo compreso tra luglio e agosto continua a rappresentare uno dei momenti di maggiore criticità dell’intero anno fiscale.
La percezione reale è quella di un continuo accavallarsi di scadenze, versamenti e adempimenti, aggravato dall’arrivo, anche nel mese di luglio, di numerose comunicazioni, cartelle e avvisi che richiedono attenzione e tempestività.
L’auspicio è che, accanto agli sforzi già compiuti dall’Amministrazione finanziaria per distribuire meglio gli invii, si possa finalmente giungere ad una più razionale organizzazione del calendario fiscale, capace di conciliare le esigenze dell’Amministrazione con quelle dei contribuenti e dei professionisti che quotidianamente li assistono.
A cura di
Claudia di MAURO

