Fisco

IRPEF più leggera dal 2026: scende al 33% l’aliquota intermedia

Meno tasse su lavoro e pensioni: chi guadagna, quanto si risparmia e perché è una svolta strutturale

La Legge di Bilancio 2026 introduce una delle misure fiscali più rilevanti degli ultimi anni in materia di imposizione personale: la riduzione dell’aliquota IRPEF intermedia dal 35% al 33%.

Si tratta di un intervento che coinvolge milioni di contribuenti, incidendo direttamente sul reddito disponibile di lavoratori dipendenti, professionisti e pensionati, e che si inserisce in un più ampio disegno di riduzione strutturale del cuneo fiscale.

Ma cosa cambia concretamente dal 2026? Chi ne beneficia davvero? E quale sarà l’impatto sul netto in busta paga e sulla pressione fiscale complessiva?


🔍 Cosa prevede la norma

La Legge di Bilancio 2026 interviene sugli scaglioni IRPEF, riducendo di due punti percentuali l’aliquota applicata al secondo scaglione di reddito, che passa:

dal 35% al 33%

La misura riguarda il segmento di reddito che oggi rappresenta il “cuore” dell’imposizione IRPEF, quello in cui rientra una larga parte dei contribuenti italiani con redditi medio-alti, ma non elevatissimi.

Non si tratta quindi di una detrazione o di un bonus temporaneo, bensì di una modifica strutturale dell’aliquota, destinata a produrre effetti duraturi nel tempo.


🎯 Chi beneficia della riduzione IRPEF

La platea dei beneficiari è ampia e trasversale:

👔 Lavoratori dipendenti

Sono tra i principali destinatari della misura.
La riduzione dell’aliquota intermedia comporta un aumento diretto del netto in busta paga, senza necessità di domande o adempimenti particolari.

🧑‍💼 Professionisti e lavoratori autonomi

Anche i redditi da lavoro autonomo soggetti a IRPEF ordinaria beneficiano della riduzione, con un minor carico fiscale in sede di saldo e acconti.

👴 Pensionati

I pensionati con trattamenti che rientrano nello scaglione interessato vedranno un incremento del netto mensile, con effetti positivi sul potere d’acquisto.

In sostanza, la misura interessa chiunque abbia un reddito imponibile che supera il primo scaglione IRPEF e ricade in quello intermedio.


📈 Effetti pratici: cosa cambia per il contribuente

💶 Più netto in busta paga

La riduzione dell’aliquota comporta una minore trattenuta IRPEF sulle retribuzioni e sulle pensioni.
Il beneficio è immediato e automatico, visibile mese per mese.

⚖️ Minore pressione fiscale complessiva

La misura riduce il peso dell’imposizione sul lavoro e sui redditi personali, contribuendo a:

  • rendere più equa la progressività dell’IRPEF;

  • alleggerire il carico fiscale sui redditi medi;

  • migliorare il rapporto tra lordo e netto.

🔁 Effetto combinato con altre misure

La riduzione dell’aliquota si somma ad altri interventi previsti dalla manovra, come:

  • agevolazioni su premi di produttività;

  • misure di sostegno al reddito;

  • interventi sul cuneo fiscale.

L’effetto complessivo è una maggiore disponibilità di reddito per famiglie e lavoratori, con ricadute positive anche sui consumi.


🧮 Quanto si risparmia davvero?

Il risparmio varia in base al reddito complessivo, ma può tradursi in centinaia di euro all’anno per molti contribuenti.

Per chi ha un reddito pienamente collocato nello scaglione interessato, la riduzione di due punti percentuali produce un beneficio netto non trascurabile, soprattutto se considerato su base pluriennale.


🏛️ Una scelta di politica fiscale strutturale

Dal punto di vista sistemico, la riduzione dell’aliquota IRPEF intermedia rappresenta:

  • un segnale di attenzione al lavoro e alla classe media;

  • un passo verso una razionalizzazione dell’IRPEF, spesso criticata per la sua rigidità;

  • un tentativo di rendere il sistema tributario più competitivo e sostenibile.

Non si tratta di una misura “una tantum”, ma di una riforma destinata a incidere stabilmente sul sistema fiscale italiano.


🏁 Conclusioni

Con la Legge di Bilancio 2026, l’IRPEF diventa più leggera per milioni di contribuenti.
La riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% sullo scaglione intermedio significa:

  • più reddito disponibile;

  • meno pressione fiscale su lavoro e pensioni;

  • maggiore equilibrio nella tassazione personale.

Una misura che, se confermata nel tempo, può rappresentare un tassello importante verso un fisco più moderno e sostenibile.

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